Come Funziona Davvero l’Algoritmo di Instagram: La Guida Completa per Professionisti che Vogliono Capire i Meccanismi di Visibilità Senza Cadere nei Miti e nelle Semplificazioni che Circolano Online

(Comunicazione – Adattiva)

Quando senti parlare dell’algoritmo di Instagram, probabilmente ti immagini una sorta di entità misteriosa e capricciosa che decide arbitrariamente chi premiare e chi penalizzare, che cambia le regole senza preavviso, che rende impossibile capire cosa fare per ottenere visibilità. E questa percezione viene alimentata da migliaia di contenuti online che promettono di svelare i segreti dell’algoritmo, che parlano di trucchi per ingannarlo, che diffondono teorie complottiste su come Instagram nasconda deliberatamente i tuoi contenuti. La realtà è molto più semplice e allo stesso tempo più complessa di quanto queste narrazioni suggeriscano. Semplice perché i principi fondamentali che guidano l’algoritmo sono chiari e pubblici, grazie alle spiegazioni fornite direttamente da Adam Mosseri, responsabile di Instagram. Complessa perché questi principi si applicano in modo personalizzato a ogni singolo utente, creando un’esperienza unica per ciascuno. Non esiste un solo algoritmo universale che funziona allo stesso modo per tutti, esistono sistemi algoritmici che si adattano dinamicamente in base a come ogni persona usa la piattaforma. E questa è la prima cosa fondamentale che devi capire se vuoi usare Instagram in modo strategico per il tuo progetto professionale. Non stai cercando di hackerare un sistema fisso, stai cercando di allinearti con principi che premiano determinati comportamenti e determinati tipi di contenuti. Quando comprendi questi principi e costruisci la tua strategia in modo coerente con essi, invece di cercare scorciatoie o trucchetti temporanei, ottieni risultati sostenibili nel tempo. Ma per fare questo, devi prima smontare i miti più comuni e capire come funzionano realmente i diversi sistemi algoritmici che governano le diverse sezioni di Instagram.

Il primo punto fondamentale da chiarire è che Instagram non ha un solo algoritmo, ma diversi sistemi che funzionano in modo differente per le diverse aree della piattaforma. Il Feed e le Storie seguono una logica, la sezione Esplora ne segue un’altra, i Reels un’altra ancora. Capire queste differenze è cruciale perché significa che la strategia per ottenere visibilità in una sezione non è necessariamente la stessa per ottenere visibilità in un’altra. Partiamo dal Feed e dalle Storie, che sono le sezioni dove vengono mostrati principalmente i contenuti delle persone che già segui. Qui l’algoritmo non ordina i post cronologicamente, mostrando semplicemente il più recente per primo, ma li organizza in base a quanto ritiene che ciascun post sia rilevante per te specificamente. E come fa a determinare questa rilevanza? Considera quattro categorie principali di segnali. Primo, le informazioni sul post stesso: quanto è popolare in termini di interazioni ricevute, quando è stato pubblicato, se contiene una location o un tag a qualcuno. I post che generano molte interazioni rapidamente vengono considerati di qualità e quindi mostrati più ampiamente. Secondo, le informazioni sulla persona che ha pubblicato: quanto hai interagito con quella persona nelle ultime settimane, quanto in generale quel profilo riceve interazioni. Se tu commenti regolarmente i post di qualcuno, l’algoritmo capisce che quella persona è rilevante per te e ti mostrerà con priorità i suoi contenuti futuri. Terzo, la tua attività recente: che tipo di contenuti hai apprezzato di recente, quanto tempo hai passato su determinati post, con quali argomenti hai interagito. L’algoritmo cerca pattern nel tuo comportamento per prevedere cosa ti interesserà. Quarto, la cronologia delle tue interazioni con quella persona specifica: se avete una storia di interazioni continue, l’algoritmo interpreta questo come segno di una relazione significativa e darà priorità ai contenuti di quella persona nel tuo feed. Tutti questi segnali vengono processati per ogni post e per ogni utente, creando un feed personalizzato che cerca di massimizzare il tempo che passi sulla piattaforma mostrando contenuti che molto probabilmente ti interesseranno. Cosa significa questo per te come creator professionista? Significa che la chiave per apparire nel feed delle persone che ti seguono non è pubblicare a orari specifici o usare hashtag magici, ma creare contenuti che generino engagement genuino dalle persone a cui sono rilevanti. Quando pubblichi qualcosa che risuona davvero con il tuo pubblico, quelle persone interagiscono, e questa interazione segnala all’algoritmo di mostrare quel contenuto ad altre persone con interessi simili. È un circolo virtuoso che si autoalimenta.

La sezione Esplora funziona con logiche parzialmente diverse perché il suo scopo è diverso. Mentre il Feed ti mostra principalmente contenuti di persone che già segui, Esplora serve a farti scoprire nuovi contenuti e nuovi profili. Qui l’algoritmo deve fare un lavoro più complesso: deve prevedere cosa potrebbe interessarti tra milioni di contenuti di persone che non segui ancora. E come lo fa? Analizza i pattern delle tue interazioni passate per identificare i tuoi interessi, poi cerca contenuti simili che hanno performato bene con persone che hanno interessi simili ai tuoi. Quindi se tu interagisci regolarmente con contenuti su marketing digitale, l’algoritmo identifica altri contenuti su marketing digitale che stanno ottenendo buone performance e te li mostra in Esplora. I segnali che considera sono simili a quelli del Feed ma con pesi diversi. Le informazioni sul post diventano ancora più importanti: quante persone hanno salvato questo contenuto, quanti commenti ha generato, quanto tempo le persone hanno passato a guardarlo. Questi segnali di qualità sono cruciali perché l’algoritmo non ha la tua cronologia di interazioni con quel creator come punto di riferimento. La tua attività recente è fondamentale: se hai appena interagito con diversi post su un argomento specifico, l’algoritmo ti mostrerà rapidamente più contenuti su quell’argomento in Esplora, perché interpreta questo come segnale di interesse attivo. Le informazioni sulla persona che ha creato il contenuto contano, ma in modo diverso rispetto al Feed: qui conta quanto quel profilo sta crescendo recentemente, quante interazioni sta ricevendo da persone che non lo seguono ancora. I profili che stanno emergendo ottengono boost in Esplora. Per te come creator, questo significa che finire in Esplora richiede che i tuoi contenuti performino eccezionalmente bene in termini di engagement, specialmente salvataggi e tempo di visualizzazione. Non basta pubblicare con costanza, devi creare contenuti che le persone trovano così utili o interessanti da volerli salvare, commentare, condividere. E quando crei quel tipo di contenuti, Esplora può diventare un canale potentissimo per raggiungere persone nuove perfettamente in target con ciò che fai.

I Reels seguono ancora una logica diversa, ottimizzata per l’intrattenimento e per tenerti sulla piattaforma il più a lungo possibile. Qui l’algoritmo considera fortemente la tua attività recente sui Reels stessi: quali hai guardato fino alla fine, quali hai rivisto, con quali hai interagito. Usa questi segnali per capire che tipo di contenuti video ti piacciono e te ne mostra di simili. La cronologia delle tue interazioni con specifici creator conta: se guardi regolarmente i Reels di qualcuno, l’algoritmo ti mostrerà i suoi nuovi Reels con priorità. Le informazioni sul contenuto stesso sono cruciali: quanto è popolare l’audio utilizzato, quanto tempo in media le persone guardano quel Reel prima di scrollare via, quante interazioni genera. Un Reel che mantiene alta l’attenzione e genera engagement viene distribuito più ampiamente. Le informazioni sulla persona che ha creato il Reel influenzano la distribuzione: i creator che pubblicano Reels con costanza e che ottengono buone performance vengono favoriti. Ma c’è una differenza importante rispetto al Feed: i Reels possono raggiungere un pubblico molto più ampio di quello che ti segue, anche se sei un profilo piccolo. L’algoritmo è più disposto a mostrare i tuoi Reels a persone che non ti conoscono ancora, se quei Reels dimostrano di mantenere l’attenzione e generare engagement. Questo rende i Reels uno strumento potente per la crescita, ma solo se crei contenuti che funzionano realmente in quel formato: dinamici, che catturano l’attenzione nei primi secondi, che mantengono interesse fino alla fine, che spingono a interagire. Non puoi semplicemente ripubblicare contenuti statici in formato video e aspettarti che performino bene come Reels.

Ora che abbiamo chiarito come funzionano i diversi sistemi algoritmici, dobbiamo parlare di cosa può penalizzare la tua visibilità, perché circolano molte informazioni fuorvianti su questo tema. Prima di tutto, ci sono alcune pratiche tecniche che Instagram penalizza apertamente. Caricare video di bassa risoluzione riduce la tua visibilità perché Instagram vuole mantenere alta la qualità complessiva dei contenuti sulla piattaforma. Caricare video con watermark di altre piattaforme, specialmente TikTok, viene penalizzato perché Instagram non vuole promuovere contenuti che chiaramente sono stati creati per competitor. Questo non significa che non puoi ripubblicare i tuoi contenuti da TikTok su Instagram, significa che devi rimuovere i watermark prima di caricarli. Contenuti che violano le linee guida della community vengono ovviamente penalizzati o rimossi. E contenuti su alcuni temi sensibili come politica possono ricevere distribuzione ridotta per proteggere l’esperienza complessiva degli utenti. Queste sono penalizzazioni esplicite e documentate. Ma poi c’è il concetto di shadowban, che genera infinita confusione e teorie complottiste. Il shadowban teoricamente sarebbe una penalizzazione invisibile dove i tuoi contenuti diventano invisibili o quasi invisibili senza che tu riceva nessuna notifica. Instagram ha chiarito che non usa shadowban come pratica deliberata, ma che la visibilità dei tuoi contenuti può diminuire per molte ragioni che non sono penalizzazioni ma semplicemente il funzionamento normale dell’algoritmo. Se i tuoi contenuti non generano engagement, l’algoritmo smette di mostrarli ampiamente perché interpreta la mancanza di interazioni come segnale che quei contenuti non sono interessanti. Se i tuoi follower non sono attivi su Instagram al momento in cui pubblichi, i tuoi contenuti non verranno visti molto, non perché sei shadowbannato ma perché il tuo pubblico non è online. Se cambi drasticamente il tipo di contenuti che pubblichi, potresti vedere un calo di performance perché stai confondendo l’algoritmo e il tuo pubblico. Tutti questi scenari possono sembrare un shadowban ma sono semplicemente conseguenze naturali di come funziona la piattaforma. Instagram ora è più trasparente e ti avvisa se violi le linee guida, quindi se non hai ricevuto notifiche, molto probabilmente non sei stato penalizzato, semplicemente i tuoi contenuti non stanno performando bene e devi capire perché.

Un altro mito comune da sfatare è che esista un orario magico per pubblicare che garantisce massima visibilità. La realtà è che l’orario ottimale dipende completamente da quando il tuo pubblico specifico è attivo su Instagram, e questo varia enormemente da nicchia a nicchia, da pubblico a pubblico. Instagram Insights ti mostra quando i tuoi follower sono più attivi, e quello è l’unico dato rilevante per te. Non i consigli generici che trovi online su orari universalmente migliori. Ma anche qui, l’orario di pubblicazione ha un impatto molto inferiore rispetto alla qualità del contenuto. Un contenuto eccellente pubblicato in un orario subottimale performerà meglio di un contenuto mediocre pubblicato nell’orario perfetto. Perché l’algoritmo non distribuisce i contenuti solo nel momento immediato della pubblicazione, continua a distribuirli nelle ore e giorni successivi se vede che stanno generando engagement. Quindi smetti di ossessionarti con l’orario perfetto e concentrati sulla creazione di contenuti che meritano engagement.

Un’altra domanda frequente riguarda la frequenza di pubblicazione. Anche qui circolano miti: c’è chi dice che devi pubblicare ogni giorno, chi dice che pubblicare troppo penalizza il tuo account. La verità è che l’algoritmo non ha una preferenza intrinseca per una frequenza specifica. Quello che conta è che pubblichi con costanza nel tempo e che i contenuti che pubblichi siano di qualità. È meglio pubblicare tre volte a settimana con contenuti eccellenti per un anno, piuttosto che pubblicare ogni giorno per due mesi con contenuti mediocri e poi sparire. La costanza costruisce un pubblico che si aspetta i tuoi contenuti e interagisce regolarmente. Ma costanza non significa necessariamente alta frequenza. Trova il ritmo che puoi mantenere sostenibilmente senza sacrificare la qualità, e mantienilo. L’algoritmo premierà la tua affidabilità nel tempo molto più di quanto premierà sprint intensi seguiti da assenze.

Un ultimo aspetto importante da capire è il ruolo dell’engagement nelle prime ore dopo la pubblicazione. Molti credono che l’algoritmo guardi solo le prime due ore e che se il contenuto non performa bene in quella finestra, viene definitivamente sepolto. Questo è parzialmente vero ma semplificato eccessivamente. È vero che l’algoritmo guarda come performa un contenuto inizialmente per decidere se distribuirlo più ampiamente. Ma non è una finestra rigida di due ore, e un contenuto può recuperare e ottenere visibilità anche giorni dopo la pubblicazione se continua a generare engagement. Detto questo, è vero che l’engagement iniziale è importante, ed è per questo che pubblicare quando il tuo pubblico è attivo aiuta: più persone vedono il contenuto subito, più interazioni iniziali ottieni, più l’algoritmo lo distribuisce ampiamente. Ma ancora, questo non sostituisce la necessità di contenuti di qualità che meritano quelle interazioni.

Ora, dopo aver demistificato come funzionano realmente i diversi algoritmi di Instagram e aver sfatato i miti più comuni, qual è la conclusione pratica per te come professionista? La conclusione è che non puoi ingannare l’algoritmo con trucchetti, ma puoi allinearti con i suoi principi fondamentali creando contenuti che meritano genuinamente l’attenzione del tuo pubblico. L’algoritmo premia contenuti che generano engagement autentico perché l’obiettivo di Instagram è mantenere le persone sulla piattaforma, e le persone rimangono quando vedono contenuti che trovano interessanti, utili, piacevoli. Quindi se crei contenuti davvero rilevanti per il tuo pubblico target, se rispondi a domande reali, se offri valore concreto, se comunichi in modo autentico, l’algoritmo lavorerà a tuo favore. Non contro di te. Smetti di vedere l’algoritmo come un nemico da combattere e inizia a vederlo come un sistema che può amplificare i tuoi contenuti se sono buoni. E concentra le tue energie dove conta davvero: sulla creazione di contenuti eccellenti, sulla costruzione di una community coinvolta, sulla comunicazione coerente del tuo valore. Queste sono le uniche strategie che funzionano in modo sostenibile nel lungo periodo, indipendentemente da come Instagram modificherà i dettagli del suo algoritmo nel futuro.

Se vuoi scoprire come costruire una strategia completa su Instagram che sia allineata con i principi dell’algoritmo e che ti permetta di ottenere visibilità autentica e sostenibile per il tuo progetto professionale, Adattiva ti offre il modello strutturato di cui hai bisogno. Non dovrai più inseguire tattiche temporanee o preoccuparti ossessivamente di ogni cambio algoritmico. Avrai un approccio basato sui principi fondamentali che rimangono validi nel tempo, permettendoti di costruire una presenza efficace che genera risultati concreti invece di numeri vuoti.

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