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Estratto del libro – 36 ore.  


Dedicato agli imprenditori, o aspiranti tali, per gestire un’attività in modo prevedibile raccontato in un viaggio di sole 36 ore Parigi.

 


Sto passeggiando per le strade di Parigi. Poche ore fa ero a prendere a calci il mio rottame perché non voleva farmi partire. Chissà se lo troverò ancora lì al mio ritorno.

Sinceramente, non m’importa.

Sono ancora le 9:30 e la sensazione di essere lontano mi scorre sempre più nel sangue, alimentando un’innata voglia di viaggiare per il mondo. 

Perché la verità sta tutta qui. 

Nei viaggi e nelle storie altrui, non nella tv spazzatura che ci propone solo opinioni e pareri non richiesti. Sono un turista pendolare che ne approfitta per spiccare il volo oltre le nuvole, perché è lì che mi sento bene per davvero.

Apprezzo subito le bellissime balconate e le ringhiere dallo stile liberty.

Mi piace molto il gioco di colori che veste i pavimenti, decorati con fantasiosi mosaici di piccoli mattoncini.

Quelli che a Roma chiameremmo sampietrini.

Carine anche le vetrine dei negozi, tutte ben curate. Noto molto spazio: piazze larghe e ampie aree verdi. Prima di giudicarla definitivamente, però, voglio attendere che cali la sera, per respirare il tanto rinomato effetto della città romantica per antonomasia.

Se seguirò lo stesso piano che ho applicato a Londra, riuscirò a vederla tutta (o quasi) a piedi in 36 ore. Giusto il tempo di raccontarti tutto ciò che serve per migliorare la tua attività.

Amo camminare per le nuove città. Respirando quest’aria vergine e, per me, ancora sconosciuta, sento quasi di purificarmi. Mi dà la carica giusta per lasciarmi alle spalle tutto il passato. 

È la sensazione di andare avanti con curiosità e fame di vita, senza il peso di doversi guardare ancora indietro.

È da quando sono arrivato che cammino col naso all’insù, alla ricerca di una punta di metallo.

La tanto famosa antenna che Eiffel fece costruire. È arrivato l’atteso momento di vederla dal vivo e per ora la userò anche come riferimento per muovermi in città. Sarà la mia bussola. 

Perché in fondo una bussola serve sempre.

Ancora niente. A dire la verità non so dove mi trovi, ma percepisco di essere in una qualche zona residenziale perché tutto è diventato più curato, pervaso di un’eleganza sobria ma lieta.

Devo ancora fare il check-in in albergo ma non me ne preoccupo.

Ho già pagato e lo zaino ha un peso sopportabile.

Una cosa che ho imparato viaggiando da solo è scegliere periodi precisi per ottimizzare al massimo ogni dettaglio. Ad esempio, meglio non spostarsi troppo nei cambi stagione, altrimenti sei costretto a portare con te diverse cose che possono diventare un peso e rallentare il tuo viaggio.

In estate è molto più semplice, così come in pieno inverno.

Vedi, anche se potrei alloggiare nel miglior albergo in città e portare con me una valigia piena di cose, preferisco vivermi queste esperienze più come un banco di prova.

Ogni viaggio è per me un’interessante sfida da superare che, nel tempo, andrà ad arricchire il mio bagaglio, personale ma anche professionale.

Qui ogni decisione, ogni azione e ogni incontro sono una tua assoluta e completa responsabilità.

Non puoi attribuire colpe a nessun altro. Soprattutto, non puoi attaccarti a qualsiasi appiglio tu abbia intorno, finendo per sviluppare quel vortice di abitudini che ti impone di agire sempre nello stesso modo.

Allontanarti da queste catene significa uscire dalla zona di comfort e, quindi, scoprire nuove cose.

In questo preciso momento mi trovo in Avenue de la Bourdonnais e ho l’impressione di essere vicino a qualche monumento importante, perché vedo passare più stranieri e turisti per le strade.

Faccio due metri, mi fermo per attraversare, guardo a destra e … Bam! 

Eccola. È qui.

Resto fermo qualche minuto.

Cerco di posizionarmi per metterla a fuoco utilizzando i muri della strada come cornice. È bellissima.

Sapevo che fosse grande. 

Ma un conto è leggere su Wikipedia che è alta 300 metri. Un conto è vederlo con i propri occhi.

Mi suscita una sensazione mai provata.

Resto senza parole.

È la sua dimensione ciò che più mi colpisce.

È gigante e metallica.

La guardo ammirato: per me rappresenta un atto di coraggio e determinazione, il simbolo della grandezza che può raggiungere l’uomo quando si mette in testa qualcosa.

Tirar su questo gioiellino non dev’essere stato facile, tanto più se pensiamo a quanti si saranno scagliati contro a questa antenna che invece, ancora oggi, porta qui migliaia di persone al mese.

Grandi sfide generano cose che poi restano. Anche questi sono i lasciti che ci tramanda la storia: simboli eterni, capaci di smuovere migliaia di persone da migliaia di anni.

Cambiare finalmente rotta significa, innanzitutto, tornare a padroneggiare in pieno le proprie azioni. Per farlo, cerchiamo prima di capire in termini semplici come noi tutti diventiamo ciò che siamo.

Quando nasciamo, ereditiamo un certo codice genetico, e fin lì ok.

Poi, crescendo, attingiamo le prime nozioni di base dal comportamento dei nostri genitori.

Poi, man mano che ci formiamo, cominciamo a prendere sempre più come riferimento il contesto che ci circonda.

Le esperienze, le emozioni e tutte le parole che ci vengono dette entrano nella nostra testa vuota che si riempie come fosse la memoria di un telefono.

Superata questa fase, usciamo di casa e cominciamo a vivere la scuola, gli amici e poi il lavoro. 

Tutto questo senza porci nessuna domanda. 

Anzi, forse qualcuna sì, ma ci sentiamo troppo insicuri per inseguirle fino in fondo. 

Piuttosto, continuiamo ad assecondare il contesto di cui ormai facciamo parte, replicando meccanicamente tutte le azioni che vediamo fare.

Perché se lo fanno gli altri allora lo devo fare anche io. 

Infine, ci lasciamo andare alla convinzione di essere fatti così. Così come? Cosa significa “così”?

Così è la sola risposta che il 97% delle persone si dà.

Ma noi no. Da questo momento in poi, sappiamo che il così è solo una scusa, perché saremo in grado di trasformarlo in un ottimo risultato.

Userò l’alimentazione come esempio pratico per spiegare meglio il concetto.

Tutte le volte che ho tentato di seguire una dieta non sono mai riuscito a portarla a termine. 

Fin quando non ho capito che mantenere un buono stato di salute era una mia responsabilità. 

Mia e di nessun altro. E che a pagare le conseguenze di uno stile di vita malsano sarei stato solo io. 

Sono cresciuto con una madre che ha sempre cercato di darmi tutto ciò che poteva, dimenticando però che i tempi di carestia sono ormai parte della storia.

Mi sono quindi chiesto: come ci si mantiene in forma? 

Semplice.

1. Adottando una sequenza equilibrata nella propria alimentazione. 

2. Perseguendo un intero insieme di azioni volte a stimolare il proprio corpo. 

Ti dico la verità: non è stato facile cambiare la mia routine alimentare e sportiva. 

Soprattutto quando sei cresciuto in una famiglia con le forchette meridionali.

Ad oggi, ogni singolo giorno rispetto una precisa sequenza alimentare e fisica: è questione di disciplina e di abitudine. È così che riesco a prendermi cura in modo costante ed efficace della mia salute.

Perché so che l’inciampo è sempre dietro l’angolo.

Non faccio nulla di troppo impegnativo, ma ogni giorno rispetto gli obiettivi che mi pongo fin dal mattino:

5 minuti di meditazione per centrare la mia persona nel mondo.

5 minuti di esercizio fisico intenso.

Una doccia ghiacciata.

Spremuta, frutta secca e caffè.

A questo aggiungo del movimento a piedi ogni volta che posso e almeno un paio d’ore di studio, mezz’ora la mattina e il resto da distribuire durante la giornata fra libri, formazione o contenuti audio.

Per dirla tutta, da quando ho imparato a sfruttare l’utilità dei podcast e degli audiolibri, arrivo anche a 7 ore. La mia macchina – sì, proprio la mia amata e odiata scatola di ferro – è diventata un’area di formazione in movimento e le mie cuffie mi accompagnano in ogni singolo minuto di ogni singolo tragitto. Non si perde tempo.

Poco tempo fa ho letto in un bellissimo libro che mediamente, in un anno, una persona trascorre 6 settimane in macchina. L’equivalente di un percorso di formazione da decine di migliaia di euro.

Questo significa che, per ben 6 settimane l’anno, puoi benissimo seguire un qualsiasi training o frequentare un qualsiasi corso di aggiornamento proprio mentre sei nella tua automobile. 

Anziché trascorrere queste ore arrabbiato contro il traffico.

La cosa migliore è che puoi farlo senza stravolgere le tue abitudini. La sera, una volta tornato a casa, ti sentirai meglio: promesso.

Trovo che questa sia una possibilità fantastica, perché ti permette di trasformare un momento noioso, vuoto e per alcuni addirittura spiacevole in qualcosa di potente, in grado di migliorare davvero la tua vita.

Anche mangiare bene per me è diventata la normalità. Sento che il mio corpo ormai chiede cibi puliti, e lo ascolto. Me ne accorgo soprattutto nelle rare occasioni in cui mi lascio andare.

Non sono un medico nutrizionista e non mi permetto di impartire nessuna dieta a nessuno. 

Sono solo qui a portarti la mia testimonianza, per dirti che da quando mangio in modo equilibrato ho attivato un circolo virtuoso e sano che si riflette anche sul mio umore, sulla mia energia, sulle cose che riesco a fare. Insomma, sulla mia vita.

Sento, attraverso le risposte che ricevo dal mio corpo, di essere più concentrato e di star facendo la cosa giusta.

Perché ti ho fatto questo esempio?

Perché è così che funziona. 

Noi diventiamo quello che mangiamo.

Il nostro corpo processa e trasforma il cibo in energia.

E quando metti un carburante potente, i motori vanno come un treno.

Vivere una vita sana in cui ci si sente fisicamente bene ci permetterà di affrontare fin da subito tutto in maniera diversa.

In fondo, sono cose che sanno tutti no? Penserai che non ti stia dicendo nulla di nuovo. 

La mia domanda allora è questa:

Se lo sanno tutti, perché la maggior parte delle persone è lontanissima da questo stile di vita?

La risposta è che, ahimè, non tutti riescono a dotarsi di un metodo. Non tutti sono capaci di adottare con costanza una sequenza salutare per scardinare la propria routine.

Il problema non sono i grammi della pasta. Il problema è innescare un intero meccanismo di abitudini virtuose, lasciando andare quelle cattive.

Il brutto di quest’ultime è che non si manifestano mai subito, ma si rivelano nel tempo.

Non è un caso se un giorno ti svegli e, di colpo, ti vedi più grasso, senza saperne il perché.

Negli Stati Uniti il principale responsabile dell’obesità non è il fast food, è l’ignoranza.

Ho voluto cominciare da questo semplice esempio, che però può già darti un’idea di cosa stia accecando oggi la maggior parte delle persone che fanno impresa.

Schiacciate da situazioni dalle quali fanno fatica ad uscire, perché stordite da un loop apparentemente inarrestabile che, lentamente, le trascina sempre più lontano.

Succede tutto nelle piccole abitudini, che diventano i veri macigni dell’anima.

Perché il business è fatto di persone e sono proprio loro a dare un senso a tutto.

E se qualcosa nella nostra vita non è al suo posto, questo si riflette inevitabilmente anche nella nostra professione.

Quindi, è solo attraverso la metodologia e l’applicazione della formula giusta che si potrà dare una vera sterzata a tutto.

Questo vale per il cibo, per la salute e per la formazione. Mi sono ritrovato spesso a chiacchierare in aperitivi in cui ognuno era convintissimo che la sua teoria funzionasse meglio delle altre. 

Alla fine, però, conta solo chi poi riesce a metterla veramente in pratica.

Poi, a proposito di formazione, la solita domanda:

Meglio l’esperienza o la formazione diretta?

Tutto! Prendi tutto!

Non puoi imparare veramente se non fai pratica e non puoi mettere in pratica qualcosa che non conosci. 

L’adattamento è, in questo senso, rifiutare stupide ideologie preconfezionate. 

Fare qualcosa solo perché l’ha detto qualcuno. Prendi ciò che è meglio per te, ciò che funziona per la tua vita, applicalo, adattalo e vai.

Molte attività ancora oggi sono aggrappate a un pensiero conservativo. 

Come se qualcuno volesse togliere loro tutta l’esperienza che hanno acquisito per sostituirla con un click su internet. 

Posso dire che internet ha sì lo scopo di far compiere un click.   

Ma ti assicuro che dietro a quel click c’è tanta esperienza. 

E che ogni singola azione che compi su internet impatta su un numero maggiore di persone rispetto a tutte quelle che puoi fare offline.

Comincia a nutrirti di informazioni buone e virtuose. Lo puoi fare attraverso libri, video e audio, seguendo gli esempi che ti accompagneranno quotidianamente nel tuo miglioramento. 

Fin quando il tuo pensiero si trasformerà in un nuovo risultato.

Non devi seguire un corso di ingegneria spaziale o progettare cose fantastiche e mai realizzate. 

È, invece, l’insieme di tante piccole cose che creerà di colpo la migliore versione di te e delle tue azioni.

Una metodologia costante ti permetterà di fare la differenza nel mercato.

I risultati non arriveranno subito, ma arriveranno.

Questo ragionamento è applicabile anche all’inverso. Nello stesso modo con cui non ti sei nemmeno accorto di arrivare dove sei ora. 

Quindi occhio, perché tutto si manifesterà di colpo.

Hai bisogno solo del giusto input, capace di attivare in te un pensiero migliore. 

Il che ti porterà in automatico a compiere azioni mirate per raggiungere i tuoi obiettivi.

Input + pensiero + azioni = risultati

Questa è l’unica sequenza che funziona per tutti.

Applicabile nella vita e nel business.

Un grande limite che frena molte persone è la mancanza d’impegno.  

Anche se sanno come stanno le cose, restano impassibili e continuano a delegare tutto al caso. Domandandosi, ancora una volta, perché tutto gli stia crollando addosso. 

Ma so bene che questo non è il tuo caso. Quindi, noi andiamo avanti.

Viviamo nell’era in cui è possibile ottenere qualsiasi tipo di informazione direttamente dal nostro telefono. Dico sempre che lo stesso Youtube sarebbe la miglior università, se solo imparassimo a distinguere fra i contenuti da seguire e quelli che ci fanno solo perdere tempo prezioso.

Oggi l’offerta di informazioni è praticamente illimitata. 

Molte di queste sono addirittura gratuite. Chiunque può dire la sua e questo apre a molteplici scenari, nel bene e nel male. 

Il problema non è più cercare informazioni ma essere capaci di selezionare quelle giuste. 

Che paradosso!

Ancora una volta, ti chiederai perché la maggior parte delle persone non ottiene risultati anche se ha accesso a tutto questo.

La risposta è che, ancora una volta, non hanno una metodologia.

È un po’ come quando ti prescrivono una dieta. Sono tutti alimenti che già conosci e che in parte probabilmente già assumi. 

Solo che lo fai nel modo sbagliato.

L’esperienza, le prove e le informazioni di qualità sono la funzione di tutto. 

Gli strumenti ti aiuteranno a fare il resto, ma vengono dopo.

Ognuno dovrà prima imparare ad applicare e gestire il proprio metodo.

È qui che nasce la confusione, esattamente come succede nel marketing.

Molti credono che fare marketing online significhi saper fare una bella foto da postare sui social. 

Altri, invece, sono convinti che basti vendere la torta più buona per rendere il pasticciere più ricco. 

Non è così, mi dispiace!

L’unico modo per sfruttare a tuo vantaggio internet è imparare a usare bene il marketing. 

Sarà il veicolo che, attraverso strategie ben precise, ti permetterà di monetizzare al meglio ogni prodotto che vorrai proporre al mercato. 

Sempre che questo prodotto ce l’abbia un mercato.

Non perdere mai di vista quest’ultima frase. 

Altrimenti, sarà facile cadere nel comodo ma erroneo presupposto che ogni cosa dipenda sempre dagli altri, anziché dalle tue scelte.

In questo percorso ti aiuterò a centrare al meglio ogni tuo obiettivo e a tenere gli occhi incollati sul premio.

Quello che stai leggendo in questo libro non si impara in un solo giorno. 

Occorrono diversi tentativi prima di migliorare davvero.

Ti consiglio di leggere e sottolineare questi ultimi passaggi diverse volte.

Saranno la tua bussola, per tracciare la tua rotta e distaccarti da chi là fuori continua a replicare atteggiamenti e comportamenti disfunzionali solo perché più facili e appariscenti.

 

Gioco di squadra

È ora di andare, sono qui da quasi due ore.

Seduto in questo parco come se il tempo si fosse fermato.

Immobile ad ammirare questa fantastica antenna.

Faccio fatica a capacitarmi della sua dimensione. Nel frattempo, ne ho approfittato per fare qualche ricerca su internet e scoprire un po’ di più sulla sua storia. 

Ho trovato un bel video-documentario in cui si narra la leggenda di questa antenna, con tutto il percorso fatto da Gustavo Eiffel; quando tornerò, sicuramente amplierò la mia ricerca. 

Mi piacciono molto i documentari e penso che canali come il National Geographic dovrebbero essere disponibili e aperto a tutti. Anzi, per dirla tutta vorrei che fosse la televisione pubblica a promuovere contenuti davvero informativi e formativi.

Un’altra cosa che ho sempre pensato è che lo Stato dovrebbe in qualche modo istruirci anche sul primo soccorso. Attraverso un vero e proprio corso di formazione obbligatorio, che renda ogni cittadino un primo soccorritore autonomo. 

Ora, non dico di costringerci tutti a studiare medicina. 

Ma quantomeno darci un’infarinatura.

Allo stesso modo, sogno un canale televisivo che insegni l’inglese ai più piccoli, documentari che spieghino come fare piccole ma a volte complesse azioni quotidiane, corsi che formino davvero il cittadino con informazioni utili.

Alcuni si troverebbero in difficoltà nell’affrontare questo tipo di formazione, lo so. 

Ma pensa se la cosa prendesse piede e si allargasse lentamente a macchia d’olio. 

Per gestire meglio l’attenzione del cittadino-spettatore e tenerlo incollato basterebbe rendere il tutto più pratico utilizzando le strategie di comunicazione già ben note anche al marketing.

Spesso mi lascio andare allo scorrere di queste mie idee. So che probabilmente molte di esse rimarranno tali, ma il pensiero che un giorno tutto si possa trasformare mi fa sentire bene. 

Penso che dovremmo sempre cercare di seminare, in qualche modo, le nostre idee. 

Magari qualcuno, un giorno, potrà farle sue e realizzarle davvero.

Ok, ora mi alzo. Do un’ultima occhiata e cerco di immortalare con uno scatto dei miei occhi questo momento davanti alla famosa Torre. Guardarla è davvero una bella sensazione ed io cerco di riempire il mio serbatoio con le emozioni positive che sto provando. 

C’è la possibilità di salire fino in cima, ma non sono il tipo che si dilunga in visite del genere. Lascio queste avventure da turista ai momenti in cui sono accompagnato. 

Quando viaggio da solo gestisco il tempo in modo differente.

Mi restano ancora più di ventiquattro ore e c’è ancora molto da camminare.

Scatto una foto per i social, e lo faccio proprio nel punto in cui sono arrivato, per far rivivere a chi mi segue lo stesso momento iniziale che ho vissuto io. La stradina che riprendo è un’ottima cartolina. Puoi trovare questa foto nelle mie pagine.

Una cosa che non faccio mai, quando mi trovo in posti così iconici, è scattare tante foto o fare video. Potrai vedermi registrare video mentre cammino per la città, o quando riposo al parco, ma non quando sto guardando qualcosa di bello.

Preferisco godermi fino in fondo ogni singolo momento e farlo davvero mio.

C’è una sindrome che spiega questo tipo di difficoltà. Un fenomeno per il quale le persone tendono a perdere l’attenzione su ciò che stanno vivendo. 

Si chiama FOMO: “Fear of missing out”.

È un effetto che si manifesta, ad esempio, quando si impiega il tempo a condividere, immortalare, raccontare ciò che si sta facendo anziché viverlo pienamente e in prima persona.

È uno strano paradosso e va di pari passo con l’aumento dell’utilizzo dei social.

Del resto, qui ogni singola cosa viene registrata e condivisa. 

Dai migliaia di piatti al ristorante ai semplici tramonti. 

La cosa particolare è che questo meccanismo scatta proprio per la paura di perdere il momento. 

Chi ne soffre, purtroppo, non si rende conto che è proprio in questo modo che si lasciano davvero scappare il momento: passando il tempo a immortalarlo e a condividerlo, anziché goderselo.

L’attimo è il tuo e hai bisogno di viverlo in prima persona e appieno, prima di poterlo condividere.

È quasi l’una, questa mattina ho fatto un’abbondante colazione salata e starò bene per l’intera giornata. Ora mi dirigo verso uno dei luoghi più importanti dell’intero globo.

Lì, so che troverò i dipinti più famosi del mondo, che ogni singolo giorno attirano migliaia e migliaia di persone.

È divertente pensare che ci ricordiamo come dovrebbero funzionare le cose solo quando ci vengono messe davanti. È come andare dal dietologo: in realtà, sappiamo benissimo che cosa sbagliamo nella nostra dieta. Abbiamo solo bisogno che qualcuno ce lo ricordi. Perché quando è qualcun altro a misurare i nostri risultati, tutto cambia.

Due sono i motivi principali che spiegano questo fenomeno.

1) Il principio di coerenza. Una leva molto forte nella vendita, attraverso la quale le persone portano avanti qualcosa per pura coerenza nei confronti di ciò che hanno detto o mostrato ad altre persone.

2) Perché il medico in questione prescrive una metodologia, e quindi la persona ha, in questo modo, una linea da seguire.

La metodologia è quindi un elemento potentissimo, se perseguito con costanza e perseveranza. 

I suoi risultati sono molto più efficaci della maggior parte di formule o dottrine che si possono trovare in giro.
So bene come spesso ci perdiamo in cose anche futili, quando si percorre un viaggio imprenditoriale. E so quanto sia fastidioso ritrovarsi nella solitudine di scelte difficili, o come a volte tutto il sacrificio fatto sembri inutile.

Dovrai quindi mantenere un focus molto preciso sulle singole azioni quotidiane che compi. 

Una volta inseriti i tuoi comportamenti virtuosi in una sequenza ordinata e costante, saranno proprio queste “piccole” cose a fare la differenza. Questo è anche uno dei motivi per cui ho voluto scrivere questo testo.

Tendiamo sempre a dimenticarci l’importanza di avere un metodo preciso e ordinato, poiché ciò che ci circonda, a volte inevitabilmente, ci influenza e ci trascina verso altre strade. 

Per questo è fondamentale, ogni tanto, rinfrescarsi le idee e riprendere il controllo sulla rotta che abbiamo stabilito di seguire.

Ricorda: input > pensieri > azioni > risultati.

Nulla di più semplice, e nulla di più vero.

Ti dirò di più. Ti consiglio di rileggere più volte queste righe, perché io stesso ci ho messo molto tempo a farle davvero mie.

Se dovessi fare un esercizio per ognuno dei tuoi risultati, percorrendo a ritroso la strada fatta, riuscirai a risalire alle tue abitudini originarie.

Quando comincerai a guardare le cose in questo modo, tutto ti apparirà diverso, ma soprattutto imparerai a gestire con estrema facilità le tue abitudini attuali, avendo un quadro completo sui risultati concreti cui ciascuna azione porta. 

Da qui, puoi creare la versione migliore di te.

La figura imprenditoriale viene spesso identificata come una forma mitologica lontana dalla realtà e dalla vita comune di tutti. Ora, non so a che punto tu ti trovi in questo momento, professionalmente parlando. Se sei un imprenditore avviato, se hai una piccola attività, se sei un artigiano o se possiedi un’azienda da milioni. Ma stai certo che, in ognuno di questi casi, sei parte di un patrimonio da tutelare. Non solo ai fini economici, ma in termini del preziosissimo contributo sociale dettato dalla tua professione. Tu sei colui che si mette in gioco, rischiando la propria avventura economica perché sa che, in fondo, se la può cavare da solo.

È giunto quindi il momento di oliare alcuni aspetti dell’ingranaggio, per massimizzare davvero i tuoi risultati. Innanzitutto, mettiamo da parte tutto ciò che sai e tutto ciò che ti è stato detto, per adattarci invece alle nuove abitudini di mercato.

Scardinare modelli non è una cosa facile e a questo testo tocca un duro lavoro. 

Sappi che ci sono già passato anche io.

È accaduto tutto di colpo. Mi sono ritrovato con un nulla in mano, senza più un potere economico che mi desse la libertà che ero abituato ad avere. Confuso da problemi professionali e personali, ho deciso che era giunto il momento di fare la cosa giusta. E così ho fatto. Dovevo solo abituarmi a una vita diversa. Per questo, i miei errori saranno per te ottimi consigli. Molti sono rimasti lì, ad aspettare che il momento magico si presentasse da solo, e resteranno così aggrappati ad un passato ormai andato. Lo so, ti farà strano sentirtelo dire, ma forse ciò che hai conosciuto finora è esattamente ciò che proprio in questo momento ti sta frenando. 

C’è chi le chiama “fluttuazioni di mercato”. 

Io lo chiamo: “fiuta la situazione e agisci”.

La cosa che accade più spesso è che ci si adagi sulle vecchie abitudini, replicando gli stessi comportamenti di sempre e aspettando che da essi scaturisca qualcosa di nuovo.

A questo spesso contribuiscono i consigli presi da familiari, amici o conoscenti. 

Persone che sicuramente mettono nei loro suggerimenti tutto l’affetto del mondo ma che, probabilmente, di business ne sanno poco o niente. Perdonami se sono così diretto con te.

Molti giustificano in modo cieco e ostinato il loro passato, rimandando la soluzione dei problemi al prossimo futuro. Un loop infinito senza via di uscita, in cui si fa finta che la colpa sia di ciò che c’è intorno.

Ebbene: per vincere, bisogna entrare in partita. Per farlo, avrai bisogno di un metodo, di una strategia e di una buona squadra. Non serve fare gol immediatamente. Partendo con lo spirito giusto e affrontando la tua sfida giorno dopo giorno, comincerai ad avvicinarti alla porta, poi al primo gol e infine alla vittoria.

L’imprenditore è colui che ha bisogno di sporcarsi le mani quotidianamente, per portare avanti la visione dell’azienda. Chi non ne ha ancora una, questo non lo sa. 

Molti attori economici, aspiranti imprenditori, non fanno altro che comprare e vendere, limitandosi a fare battaglie sul prezzo. Tu, invece, dovrai mostrare a tutti la tua strategia di lungo termine.

È solo una volta che avrai imparato a inquadrare il tuo personalissimo gioco che potrai cominciare anche a delegare. Le tue azioni e le tue abitudini si rifletteranno all’interno del tuo lavoro e, come per magia, tutti quelli che collaborano con te cominceranno a migliorare.

Non è un caso se la maggior parte di chi possiede attività è anche il primo che apre la porta e l’ultimo che la chiude. Questo significa essere il primo dipendente. 

Anche se oggi questo non è necessariamente vero. O perlomeno, non letteralmente.

Puoi trovarti in un parco o in una spiaggia, ma se hai applicato un metodo preciso e organizzato un meccanismo efficace, il tuo business continuerà comunque a funzionare. Se ora questa situazione ti sembra ancora lontanissima, non importa. L’importante è andare verso quella direzione.

Questo prima non poteva accadere. Tutto era legato alla nostra presenza fisica.

Oggi, invece, abbiamo il supporto del digitale. 

Cosa comporta questo passaggio?

In primo luogo, una messa in discussione del nostro sistema di credenze. 

Un sistema fatto di piccoli gesti automatizzati del nostro quotidiano che, se protratti, possono alimentare una serie disastrosa di abitudini.

Così tu, a piccoli passi, comincerai invece a fare la netta differenza rispetto a chi ti sta ancora guardando. 

Sono in molti che non vogliono delegare sezioni della propria attività perché vogliono avere il controllo di tutto. Un atteggiamento fortemente limitante. In questo modo, infatti, l’imprenditore non riesce a migliorarsi o a crescere professionalmente perché non ha il tempo di farlo. 

E così rimane inchiodato a fissare le mura della sua attività, lamentandosi che là fuori è tutto sbagliato. Naturalmente, quando si è all’inizio è importante avere il pieno controllo e quindi essere il più presente possibile. In un secondo momento, però, per avanzare è fondamentale farsi aiutare, perché il tempo è limitato per tutti. Anche per te.

 

Il Mindset

Ormai sono ore che cammino e posso tirare alcune somme sul primo impatto che questa città ha su di me.

Parigi è bella, ma non ci verrei mai a vivere. C’è qualcosa che non me la fa sentire mia.

Forse la trovo un po’ sopravvalutata. Sicuramente non così romantica come me l’hanno sempre raccontata. Penso addirittura che, se non ci fosse la Torre, l’intera città avrebbe un’atmosfera diversa.

Non voglio dire che sia brutta. Forse, però, questa è una città che va vissuta solo oltre un certo livello di vita. Per il resto, ha le stesse difficoltà delle altre grandi metropoli europee, e niente di cui potersi innamorare per la sua autenticità.

Questo è il mio modo di guardare le città. Le visito alla ricerca di un legame, di un qualcosa che mi faccia dire: ecco la sua autenticità.
Questo è l’effetto che ho avuto, per esempio, con Barcelona. Difatti sono sempre lì.

Credo che le città in cui ci troviamo influenzino molto le nostre scelte e il nostro umore.

Mai sottovalutare l’importanza dell’ambiente nel quale viviamo, o nel quale semplicemente ci troviamo in un momento particolare della nostra vita.

Ripeto: non la trovo né brutta né sgradevole. Semplicemente, le emozioni che questa città mi lascia non mi arricchiscono di molto. Lontano dalla magica antenna, sento il peso di un ambiente urbano, trafficato e affollatissimo. Una metropoli piena di negozi che non è ancora riuscita ad accendere una scintilla d’ispirazione nei miei occhi curiosi. Bella, ma non ci vivrei: il luogo che ci circonda non è solo lo sfondo spaziale della nostra vita, ma ne fa anche parte. La città in cui ci troviamo influenza il nostro umore, la nostra routine e persino il nostro modo di agire e di pensare. 

Per questo, trovare un posto capace davvero di ispirarci è importantissimo. Non solo per cambiare vita, ma per cambiare mente. A proposito di questo, vorrei parlarti di mindset.

Avere un buon mindset è importantissimo se vuoi diventare un imprenditore di successo. 

E non confondiamo il mindset con il positive thinking, e cioè il pensiero positivo.

Anche una buona motivazione è certamente importante in un percorso imprenditoriale. 

Il pensiero positivo resta l’amico migliore dei momenti più pesanti, e la giusta compagnia per riemergere dopo un dispiacere. È quella piccola spinta che può aiutarci ad andare avanti nelle cose di tutti i giorni, ma non basta. Dobbiamo sempre ricordarci dove stiamo andando e mantenere una visione di lungo periodo, oltre a quella a breve – brevissimo termine.

Perché avere il coraggio di fare cose diverse per raggiungere un obiettivo lontano ti farà sentire diverso. E diverso non significa sbagliato, ma nuovo.

In fondo, se ti guardi intorno ti accorgi che la maggior parte delle persone fa ciò che fanno tutti: e questo deve farti comprendere che, se seguirai anche tu la corrente, automaticamente verrai travolto verso la stessa direzione che stanno prendendo gli altri.

Per questo il mindset è l’elemento numero uno. Prima ancora del “pensiero positivo”. Fosse per me, lo inserirei fra le materie da studiare a scuola. Mi sentirai spesso parlare di mindset, tanto è stato il tempo che ho impiegato io stesso ad ascoltare persone preparate sull’argomento. Oggi, mi prendo io la briga di divulgare tutto quello che so sul mindset, in questo testo come in tutti gli altri contenuti che condivido. 

Perché alla fine gira tutto intorno al modo di pensare.

Anche in questo caso, la cosa più difficile del cambiamento è sempre la stessa: 

convincersi di poterlo fare prima ancora di essere davvero in grado di farlo.

È per questo che voglio parlarti di alcuni aspetti della mentalità che un imprenditore dovrebbe avere. Sfumature che ti aiuteranno nel quotidiano e a gestire concretamente il tuo business, con lo sguardo fisso verso i tuoi obiettivi. La mentalità è come un corrimano, che ti guida e ti aiuta ad attraversare il ponte che conduce alla libertà e, quindi, alla felicità. L’importante è procedere tenendo gli occhi incollati al premio e andando sempre avanti.

E mentre tutti attorno a te si lamenteranno, tu continuerai a guardare verso l’obiettivo, anche grazie al tuo nuovo modo di pensare che ti aiuterà a tirare dritto come un treno.

Questo, ad esempio, è uno dei motivi per cui io stesso continuo a divulgare contenuti formativi gratuiti sulle mie piattaforme online. Lo faccio perché so che aiutano chi si trova in difficoltà. 

E con quest’obiettivo fisso in mente, tiro dritto proprio come un treno.

Ma vediamo come si imposta un buon mindset.

Comincia così. Cerca di inserire nella tua vita quotidiana di tutti i giorni delle influenze positive.

Allontana più che puoi le persone tossiche, quelle che condividono con te solo cose negative: brutti pensieri, emozioni spiacevoli, lamentele continue, e tutto solo per confermare (a te, ma in realtà a loro stessi) la validità del loro mondo. 

“Le cose stanno così, non c’è niente da fare”. 

Ecco. Fuggi da chi ha sempre questa frase in bocca.

Ti invito a una riflessione: noi siamo il risultato delle cinque persone che frequentiamo di più, poiché psicologicamente tendiamo in automatico a rifletterne atteggiamenti, pensieri e azioni. Potrebbe sembrarti un concetto banalissimo, ma credimi: è estremamente importante e non dovresti sottovalutare il potere delle persone che ti circondano, anche se inconsapevolmente, hanno su di te.

Le circostanze della vita ti hanno portato ad avere vicino delle persone negative? Mi dispiace dirtelo, ma questo incide anche sulla tua vita professionale, oltre che su quella privata.

E non parlo di persone cattive, anzi. Spesso si tratta di persone più fragili, infelici o insicure. Soggetti deboli che pensano, con il loro affetto soffocante, di esserti di aiuto. 

Ma non sanno che l’aiuto che ti danno è sbagliato e ti porta lontano dalla felicità.

È come se ti trascinassero, più o meno inconsapevolmente, verso qualcosa che tu, però, non vuoi diventare. Fuggire da queste situazioni non è facile. Non ti sto, quindi, dicendo di compiere chissà quali pazzie, né di fare la valigia di notte e scappare. Voglio però che tu cominci il tuo percorso di liberazione, innanzitutto acquisendo consapevolezza su ciò che ti accade. Credimi che non è poco. Comprendere davvero questo concetto e accettarlo nel proprio intimo per molti è problematico.

Se anche tu, come molti, sei convinto che nessuno sia capace di “plagiarti” in questo modo, o se pensi che ciò che ti viene detto non abbia alcun effetto sulle tue azioni, allora non hai ancora compreso bene il potere dell’influenza e delle abitudini. La parte più antica di te ascolta sempre. Anche quando pensi di no.

“Messaggi negativi stimoleranno azioni negative”.

Riflettici un attimo. Guarda le persone che ti circondano e pensa a chi ascolta quotidianamente la cronaca nera e le brutte notizie del telegiornale, oppure a chi si nutre di trasmissioni spazzatura e programmi demenziali. Come si comportano?

Che risultati ottengono?

Ricercare volutamente contesti virtuosi è un compito che spetta solo a te. Sto parlando di ambienti che stimolino la tua curiosità e di persone capaci di aiutarti davvero ad andare verso la tua direzione. Anche accompagnandoti per un solo passo.

Trascorrere una notte in un bell’hotel, prenderti un buon caffè in un bel locale, passeggiare nel tuo angolo preferito di città. Sono cose semplici, che però possono farti assaggiare un’aria diversa, positiva e stimolante. La nostra realtà è influenzata, in gran parte, dal luogo in cui noi scegliamo di viverla. Anche dal punto di vista imprenditoriale. Ci sono mercati infiniti, con possibilità diverse e nuove persone pronte a spendere moltissimo. Tutto ciò che dobbiamo fare è rivolgerci a loro. Come? Cambiando la nostra mentalità, dunque il nostro approccio e quindi l’ambiente che ci circonda.

Cerca di vivere in contesti di benessere e attingi solo a pensieri virtuosi.

Fai questa prova. 

Prenditi una giornata per guardare foto e video di città, ambienti e posti belli. In rete puoi trovare registrazioni anche molto lunghe, video di gente che se ne va a spasso per i paradisi più disparati, oppure riprese fatte dai droni che ritraggono i luoghi più incantevoli del nostro mondo.

A fine giornata, quando uscirai da casa, vedrai tutto in modo diverso. Sarai quasi infastidito da ciò che ti circonda. Questo che cosa significa?

Per un po’, attraverso la visione di questi posti magici, hai ricevuto una serie di input virtuosi. Subito dopo, questa positività si è scontrata con la realtà che stai vivendo. La nostra mente si nutre di ciò che le diamo, esattamente come fa il nostro corpo.

È così che ho preso un’abitudine particolare, che mi aiuta a mantenere la mente ben nutrita e i pensieri sempre focalizzati. 

Le cuffie. Per me, un preziosissimo strumento di isolamento dalla troppa confusione del mondo esterno, che urla in continuazione. Quando non ho nulla da fare, nelle cuffie ho sempre i miei audiolibri in Play. E ti parlo anche di momenti brevi, a volte letteralmente minuti che intercorrono fra una faccenda e un’altra. Pian piano, la mente si aggancia, attraverso l’orecchio, ai pensieri che ascolti e, in qualche modo più o meno inconscio, comincia a seguirli. Questo meccanismo sensoriale funziona anche con il palato. Assaggiare qualcosa di davvero buono, magari in un ambiente curato ed esteticamente piacevole, eleva di molto la percezione della nostra esperienza. 

E con essa, anche il livello dei nostri pensieri.

Tutto questo si rifletterà nel tuo lavoro, molto più di quanto credi. C’è stato un periodo in cui viaggiavo spessissimo, praticamente tutti i weekend. Quando tornavo a lavoro, portavo con me un’energia pazzesca, e la trasmettevo anche a chi mi circondava in quel momento.

Quando sei carico di bellezza, aumenta anche la tua sicurezza e senti di poter fare qualsiasi cosa. 

E questo può da far fastidio.

Svanisce persino la paura. Proprio lei. 

Qualsiasi scelta facciamo a livello professionale – ma non solo – finisce sempre per scontrarsi con la paura. Specialmente se si tratta di cambiare le proprie credenze.

Come quando utilizzo il termine “marketing” e mi trovo davanti allo sguardo impietrito delle persone.

Ecco”. 

Questo è il momento di parlare di marketing.

Che cos’è il marketing?

In giro c’è una gran confusione, che sta allontanando moltissime persone dalla conoscenza di questa materia. Eppure, il marketing è il vero paracadute di ogni business che si rispetti. 

Sicuramente avrai sentito parlare più e più volte di digital marketing, social marketing e altri naming anglofoni, utilizzati sostanzialmente perché fa figo e nulla più.

Qui voglio spiegarti alcune differenze, che ti aiuteranno a far luce sull’argomento e, se vorrai, ti porteranno ad approfondirlo sul serio.

Il marketing è l’intero meccanismo orientato alla massimizzazione del profitto. 

Il suo ingranaggio è composto di diverse rotelle: prezzi, prodotti, azioni e così via. 

A ciascuna di queste rotelle, quindi, corrisponde una sezione specifica del marketing: pubblicità, comunicazione e vendita.

A questo punto ti sarà chiaro quello che ti dicevo qualche paragrafo fa: se il meccanismo funziona, puoi delegare ogni singola incombenza del tuo lavoro. L’importante è definire in anticipo una strategia di marketing e fare in modo che tutti i tuoi collaboratori la interiorizzino davvero.

I guru di oggi vendono il marketing come se fosse un depliant di foto belle, utili a malapena per fare qualche post alla settimana. Qui, invece, si impara la vera funzione del marketing, e questo ti permetterà di mantenere una visione lucida, diversa da quella comune ma effettivamente e concretamente funzionale al tuo business.

Non dimenticare che, qualsiasi strumento dovessi utilizzare nel tuo business, dovrai sempre concentrare il focus delle tue azioni sul marketing. Se domani mattina Facebook chiudesse improvvisamente i battenti, la tua attività rimarrebbe comunque sempre aperta. 

Per questo dovrai dare un’inquadratura stabile ed efficace a livello strategico anziché puntare unicamente sui singoli strumenti del marketing. Chiude una piattaforma? Ne sceglierai un’altra.

Il tuo interesse non è parlare come la piattaforma, o diventare parte di essa, ma utilizzarla per farti vedere.

È per questo motivo che Adattiva non è per tutti. 

Questo posto è solo per chi è in grado di capire il significato di questo ragionamento.

Allora, che cos’è il marketing online?

Semplice: è l’espressione del marketing tradizionale, in chiave digitale.

Poni questa domanda a chi ti dice che si occupa di digital marketing: che cos’è?

9 su 10 ti risponderanno che si occupano di social. 

Bene: scartali dalla lista delle persone di cui fidarti.

Il marketing è uno e segue una serie ben precisa di schemi e principi. Se ne conosci la struttura, puoi fargli assumere la forma che vuoi. Ma sarà sempre un’espressione specifica di un meccanismo più ampio, che non necessariamente riguarda i like su Instagram o i filtri per ritoccare le foto.

Anzi. Tutto nasce dal marketing “reale”, per poi espandersi anche digitalmente. Posso dire che, da quando con Adattiva ho cominciato a costruire ecosistemi di business online partendo da attività offline già avviate, tutto mi è diventato ancora più chiaro. Non solo. Gran parte della mia esperienza l’ho acquisita scrivendo, progettando e registrando i miei video-corsi dedicati alla vendita di info-prodotti. Ossia, alla vendita di materiale informativo. 

Promuovere un prodotto non tangibile o un servizio che materialmente non puoi toccare, è davvero difficile. 

Ma questa esperienza mi ha permesso di mettermi, ancora una volta, in gioco, e di capire ancora meglio che il marketing ha bisogno di principi, basi teoriche e tanto studio. Il resto sono solo strumenti, che vanno e vengono.

Il marketing online si integra perfettamente con quello offline. 

Il consiglio che do ai miei allievi è sempre quello di fondere le due cose, a tal punto da ricavarne un’esperienza unica. Il problema, qui, sta nell’avere l’umiltà di apprendere tutto ciò che c’è da imparare. Questo è, oltretutto, uno dei motivi per cui mi sono sempre trovato a creare asset indipendenti e a lavorare in autonomia. La maggior parte dei business non ha uno script di vendita, non ha una proceduta di upsell, di cross sell né altri concetti che, per chi conosce il marketing, sono invece delle basi semplicissime. Non solo: chi è più affezionato ai suoi metodi addirittura si offende quando gli vengono proposte delle soluzioni diverse. 

Il tipico retaggio italiano: non abbiamo bisogno di nessuno. 

Anche se nel frattempo stanno chiudendo. 

Ma li capisco, sai. 

Molti sono anche stanchi di combattere l’ennesima battaglia che sanno già di perdere. Stanchi dell’ennesima promessa dell’esperto di turno, che si propone di aiutarli e finisce per lasciarli peggio di prima. Per questo non insisto e, al primo rifiuto secco, lascio andare. Dispiaciuto, perché in molti casi si potrebbe fare molto di più, ma loro nemmeno lo sanno. 

Tutto ciò che posso fare è cercare di cambiare, nel mio piccolo, la realtà di chi mi ascolta. 

Anche attraverso un semplice testo, contenente informazioni e istruzioni utili.

Il marketing online ha l’incredibile potere di automatizzare l’esperienza che regali a chi visita le tue pagine. Lo trovo favoloso e molto importante. Grazie alla costruzione di pagine predisposte, è possibile catturare contatti potenzialmente interessati, per poi avvicinarli al nostro business fisico oppure concludere una vendita direttamente al telefono.

Grazie alla conoscenza delle strategie di marketing, possiamo capire in che predisposizione mentale è il cliente che abbiamo davanti, e dunque comprendere in che momento della conversione si trova. Faccio un esempio. Se sappiamo che un utente ha letto delle nostre email, vuol dire che ha scelto di seguirci e che conosce già qualcosa, molto o poco che sia, di noi. E questo ci serve per capire come intervenire e quali strumenti utilizzare per attirare ancora di più verso di noi questa persona.

Il marketing digitale, oggi, non è altro che l’estensione virtuale del nostro business. È come avere una vetrina su internet. 

E non una vetrina qualsiasi: non avercela, oggi, significa essere totalmente fuori mercato. 

L’offline non basta più.

Ci torneremo meglio più tardi.

Le piattaforme dunque fanno da supporto a questa esperienza online, perché ci permettono di raggiungere persone mai viste e che altrimenti non vedremmo mai. 

Così, invece, le intercettiamo addirittura dentro casa, in ufficio o mentre sono impegnati a fare altro. Magari non ci stanno nemmeno cercando, stanno solo cazzeggiando sui social.

Sarà quindi importante parlare di questi processi digitali e delle fasi da seguire per generare nuovi contatti, quelli che chiameremo i leads della tua attività.

Ricorda: è tutta questione di matematica. 

Più persone vedono il tuo business, maggiore sarà la probabilità che comprino la tua offerta.

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